Vista l’importanza del tema, mettiamo in evidenza quanto pubblicato sul sito di Fidal Lombardia:

L’infezione da Sars-CoV-2 può manifestarsi in maniera molto diversa, dalla completa asintomaticità ai quadri clinici più severi, in alcuni casi anche mortali. Nel valutare gli atleti guariti dal COVID-19 occorre quindi prestare particolare attenzione agli apparati che più frequentemente vengono colpiti con potenziali esiti a lungo termine.  Le complicanze maggiori e più diffuse sono date dal coinvolgimento degli apparati cardiocircolatorio respiratorio, con miocardite e distress respiratorio come i quadri principali.

Il Ministero della Salute ha pertanto pubblicato alcune raccomandazioni insieme alla Federazione Medico Sportiva Italiana per regolamentare la gestione dell’idoneità all’attività sportiva.  Per garantire al sicurezza di tutti, gli atleti vengono divisi in 4 gruppi in relazione alla passata positività al COVID-19 e alla gravità della sintomatologia sviluppata. Per ciascun gruppo sono richiesti alcuni esami specifici aggiuntivi per ottenere l’idoneità sportiva (per i gruppi A1, A2 e A3 gli esami andranno effettuati almeno 30 giorni dopo l’avvenuta guarigione). È necessario comprendere quanto sia importante non omettere al proprio medico curante o al Medico dello Sport la riscontrata positività al COVID-19 o lo sviluppo di sintomi compatibili perché alcuni esiti dovuti alla malattia potrebbero dare segno di sé solamente nel momento dello sforzo fisico oppure, se non diagnosticati e trattati, provocare ulteriori problematiche. LA NOTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE

Di seguito uno schema riassuntivo della Nota Ministeriale redatto dalla dottoressa Linda BoerciLINK

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