Nelle cronache sportive si dà sempre molto risalto ai resoconti, alle classifiche, alle interviste dei protagonisti. Pochissimo di parla di coloro che rendono possibile il regolare svolgimento delle competizioni e l’omologazione dei risultati. Senza i giudici di gara non ci sarebbero gare ufficiali in pista o su strada o corse campestri. Sono il braccio operativo della Fidal, coloro che garantisco il rispetto dei regolamenti ed il corretto svolgimento delle gare di atletica leggera. Con Paola Boscacci, da 20 anni fiduciario provinciale del Gruppo Giudici di Gara di Sondrio, scopriamo l’attività preziosa e insostituibile di questi volontari.

Da quante persone è composto il Gruppo Giudici di Gara di Sondrio?

Complessivamente siamo circa 15 giudici: 1 nazionale, 2 regionali di partenza, 10 giudici provinciali e 2 assistenti. Abbiamo inoltre 2 giudici specializzati nel controllo antidoping a livello nazionale che sono molto richiesti non solo per le gare in Lombardia, ma anche nel resto d’Italia.

Il Fiduciario è colui che presiede il Gruppo e organizza l’attività. Chi sono stati i tuoi precursori?

Il Gruppo Giudici di Gara esiste da quando si svolge attività Fidal in provincia, quindi da molto più di mezzo secolo. Prima di me Fiduciari provinciali sono stati Carlo Marchesi, l’indimenticato Scieghi e Faggi.

In cosa consiste la vostra attività?

Svolgiamo la nostra mansione di Giudici di Gara in tutte le manifestazioni provinciali oltre a numerose gare regionali, in particolare nelle province di Como, Lecco e Milano. Inoltre siamo presenti con alcuni giudici anche a gare di livello nazionale e internazionale.

Quali sono le manifestazioni più importanti a cui avete partecipato?

Personalmente ho partecipato come giudice ai campionati mondiali master nel 1985 e ai mondiali juniores a Grosseto nel 2004 e qualcuno del nostro gruppo ripeterà l’esperienza quest’anno poiché i mondiali master si svolgeranno a Riccione. Molti di noi hanno fatto esperienza in prove IAAF svoltesi a Milano e alcuni saranno all’Arena a giugno per la Coppa Europa First League. Recentemente siamo stati ai Campionati Europei di Cross a San Giorgio su Legnano con 3 giudici e spesso veniamo convocati per gare in pista di alto livello.

Tanto impegno viene a volte ricambiato da qualche riconoscimento?

Fortunatamente sì, il 13 gennaio p.v. Lino Quadrio riceverà a Milano la benemerenza di primo grado, mentre la Fidal Lombardia ha premiato quest’anno Anna Maria Taeggi e negli anni passati Giovanni Ferrari e Oliviero Cornaggia, mentre io nel 1996 ho ricevuto la Quercia al merito di primo grado.

Oltre a ciò, quali altri soddisfazioni ha il giudice di gara?

Facendo il giudice in gare importanti si possono vedere in azione da vicino i campioni dell’atletica leggera. Io, ad esempio, ho avuto la fortuna, a Genova nel 2002, di assistere al record italiano indoor di salto in alto stabilito da Nicola Ciotti con la misura di 2,30 metri. In un’altra occasione, ho visto un grande esempio di sportività da parte del pesista Paolo Dal Soglio che ha richiamato il pubblico, a partire dal suo allenatore, a fare silenzio durante la prova di una giovane lanciatrice in pedana. Per chi ha voglia, le occasioni di vivere da vicino la grande atletica non mancano.

Però il vostro gruppo sta vivendo un periodo difficile…

La nostra è un’attività di volontariato e per svolgerla ci vuole tanta passione. Attualmente siamo in pochi e il numero diminuisce di anno in anno, i giovani sono poco attratti dalla nostra attività e sono rimasti i “vecchi”.

Data intervista: gennaio 2007

E a proprio a sottolineare l’importante e gratuito servizio dei giudici di gara, ecco questo bel ringraziamento dell’atleta Matteo Spanu che vi invito a leggere: “Il grazie mai detto ai giudici di gara”

Foto: Davide Vaninetti/FRV

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