Quando hai iniziato a praticare l’atletica?

Ho iniziato a far atletica come atleta a 15 anni correndo le gare su strada in terra  romagnola assieme ad alcuni amici. Gli allenamenti si svolgevano alle otto di sera al campo sportivo dopo il lavoro in fabbrica e si decideva al momento cosa fare. Poi mi sono tesserato alla società sportiva “Rinascita Cattolica” per partecipare anche a gare su pista, nella specialità di mezzofondo e siepi; era più una sfida tra amici che non al cronometro. Ricordo la prima gara sulle siepi da allievo, la caduta nella fossa, le risate dei miei amici e il mio allenatore che li richiamava a non deridere il fatto, ma a incitarmi a riprendere la corsa.  Il miglior tempo che ho fatto al 2°  anno allievo sui 2000 siepi era 6’49”, ho vinto alcuni titoli provinciali di campestre ma le sfide vere erano su strada.

Qual è stato il tuo percorso per diventare allenatore?

Nel 1973, prima di entrare nel corpo della Guardia di Finanza, ho frequentato il corso per istruttore propaganda a Forlì e alcuni colleghi militari che operavano nella fabbrica dove lavoravo, vedendo che facevo attività agonistica, mi avevano convinto che potevo entrare a far parte del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle. Io, tutto “gasato”, ho fatto domanda di ammissione, ma alle selezioni sono stati molto rigidi, non sono riuscito a entrare nel gruppo sportivo, ma sono rimasto come militare. Finito il corso militare sono stato trasferito a Chiavenna, in mezzo alle montagne mi sono ambientato bene e ho continuato a fare attività sportiva correndo anche in montagna. Nel 1980, assieme ad alcuni amici, abbiamo fondato il Gruppo Podistico Valchiavenna del quale ero preparatore atletico e atleta. Abbiamo avuto subito un bel gruppo di ragazzini visto la novità di prima società podistica della zona e abbiamo iniziato a fare alcune gare di campestre, strada e montagna. Più avanti, con la realizzazione della pista di atletica a Chiavenna, abbiamo iniziato a far gare su pista. Nel 1995, presso la scuola nazionale di atletica leggera di Formia, ho frequentato il corso per allenatore, quindici giorni di studio e pratica intensi ma piacevoli (con me c’era anche Adriano Greco di Sondalo). E’ stata una esperienza indimenticabile che ha arricchito il mio bagaglio di allenatore visto che in quel periodo avevo deciso di appendere le scarpe al chiodo per dedicarmi a tempo pieno ai giovani atleti.

Da quando sei direttore tecnico del G.P. Valchiavenna e quali sono gli atleti che hanno ottenuto i risultati di maggior prestigio?

Ormai sono venti anni che sono direttore tecnico del Gruppo Podistico Valchiavenna, ho allenato centinaia di ragazzi e tra quelli che più si è distinto è Luca Del Curto, atleta di livello nazionale con piedi eccezionali ed una eleganza nella corsa da sembrare un keniano dalla pelle bianca, ottimo mezzofondista veloce e siepista, in questa specialità ha partecipato ai Mondiali allievi a Debrecen (Ungheria) dove ha ottenuto la sua miglior prestazione cronometrica a livello nazionale. Luca ha vinto titoli regionali e nazionali sia in campestre che su pista, con lui c’è stato un bel rapporto sul piano sportivo e amicizia. Ora non è più a quei livelli ma è diventato un ottimo tecnico nazionale che segue e studia gli atleti nei raduni nazionali nei vari centri federali. Altri ragazzi hanno ottenuto dei bei risultati in montagna e alcuni hanno vestito anche la maglia azzurra e sono: Fabrizio Triulzi, Marcello Gini, Mirko Rosina, Robin Trapletti, Fabiana Del Grosso e Manuela Martinoli.

Chi attualmente si è messo più in luce?

Attualmente la nostra punta di diamante è Mabel Tirinzoni, atleta azzurra di corsa in montagna, ha avuto un inizio di stagione 2009 brillante, tanto che ha vinto la 1° prova dei campionati italiani di corsa in montagna categoria juniores ed è stata convocata in Nazionale a partecipare al Campionato Europeo disputato a Telfes in Austria, poi ha avuto qualche problema fisico nel fine stagione ma può rifarsi sicuramente quest’anno con le prime gare di corsa campestre. Altri ragazzi che possono emergere sono Elisa Nesossi , Silvia Raviscioni e Alessia Gini nelle ragazze e nei ragazzi vedo bene Andrea Zoanni, Gabriele Masolini, Simone Clara e Raffaele Silvani, alcuni di questi atleti sono già stati convocati ai raduni regionali e possono promettere bene.

Com’è organizzato il G.P. Valchiavenna?

Attualmente i tesserati sono circa 120 atleti di cui 70 categoria giovanile e 50 assoluti, i ragazzi più piccoli si ritrovano in palestra due volte alla settimana e sono seguiti da due istruttori, quelli più grandicelli si allenano in pista tre-quattro volte a settimana e sono seguiti da me oltre ad altri due istruttori che collaborano nel realizzare l’allenamento. Per quanto riguarda i senior e master la maggior  parte si allena nel tempo libero e una volta a settimana si ritrovano tutti assieme al campo sportivo per un allenamento specifico.

Cosa si può dire ai giovani per invogliarli a praticare l’atletica leggera?

Per favorire la promozione allo sport e avvicinare i giovani all’atletica abbiamo un bel rapporto con le scuole elementari e medie della valle proponendo dei corsi per avviare i ragazzi all’attività di base (corse, salti e lanci). L’atletica leggera ha tante specialità per cui i ragazzi possono provare a farne più di una ed eventualmente in futuro specializzarsi in quella che più gli si adatta. L’atletica è uno sport individuale e quello che ottieni è merito tuo e ti riempie di gioia aver raggiunto un traguardo personale.

L’atletica leggera italiana sta vivendo un periodo non molto felice, cosa si potrebbe fare per rilanciarla?

Purtroppo oggigiorno i giovani sono abituati fin da piccoli ad avere tutto e non hanno più stimoli per raggiungere uno scopo, si adagiano e si accontentano di quel poco che hanno raggiunto. Così è anche a livello nazionale, hanno raggiunto la maglia azzurra ma non la sfruttano fino in fondo: il sogno di una Olimpiade onorando nel migliore dei modi la maglia azzurra.

Un rimedio miracoloso secondo me non esiste, purtroppo bisogna convincersi che per ottenere qualcosa bisogna impegnarsi a soffrire un po’ di più, fare sacrifici e alla fine qualcosa si ottiene.

Nel 2014 Roberto Tonucci è stato insignito della Palma di Bronzo dal CONI.

Data intervista: gennaio 2010

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