1. Sei tornato in Valchiavenna dopo aver trascorso alcuni anni a Modena, prima per gli studi, poi per i primi impegni lavorativi. Ci vuoi raccontare la tua esperienza?

Dopo le superiori mi sono trasferito a Modena per riuscire a conciliare al meglio l’attività di atleta con quella di studente (ho studiato alla facoltà di Scienze Motorie di Bologna e poi a Roma). Già prima della laurea allenavo le categorie giovanili nella società “La Fratellanza” di Modena. Poi sono rapidamente cresciute anche le opportunità lavorative, prima con un importante progetto di educazione motoria sulla scuola primaria e poi come preparatore fisico nel tennis e rieducatore posturale.

2. Lavori anche per la Fidal nazionale, di cosa ti occupi in particolare?

Dal 2007 collaboro con il Centro Studi&Ricerche della FIDAL nazionale, per cui mi occupo di Video Analisi. In sostanza filmiamo gli atleti nei raduni ed alle principali gare federali e, attraverso software dedicati, ricaviamo dai video dati biomeccanici utili per i tecnici e per lo studio della tecnica. 

3. Cosa ti ha spinto a tornare in Valchiavenna?

Ad un certo punto ho capito di dover prendere una decisione su dove mettere le radici. Credo che soprattutto ai giorni nostri, dove comunque il lavoro è fatto di mobilità, sia molto importante avere dei riferimenti certi, ed allora ho scelto la Valchiavenna.

4. Il tuo passato da atleta: titolo italiano, maglia azzurra, un palmares di tutto rispetto. Cosa ti ha fermato?

Non rincorrevo più i miei obiettivi con la stessa intensità con cui lo facevo prima ed ero quasi più interessato a sperimentare allenamenti su me stesso che non a migliorare. Però sono fiero di aver smesso di fare atletica facendo il mio primato personale sui 3000 siepi.

5. I tuoi esordi con il G.P. Valchiavenna: come è sbocciata la tua passione per l’atletica?

Merito di Roberto Tonucci che mi ha “pescato” ad una campestre studentesca nel 1998 e della mia professoressa di educazione fisica Alberta Lana, che aveva intuito le mie potenzialità. Un connubio fondamentale, quello tra l’allenatore e  professore di educazione fisica.

6. Il tuo ricordo più bello legato all’atletica.

Il record italiano di Antonietta Di Martino all’Arena di Milano nel 2007. Ero in pedana per la video analisi…un’emozione unica.

7. L’atletica in provincia di Sondrio: com’è la situazione secondo te?

C’è molto entusiasmo e una partecipazione decisamente elevata. Per questo sono convinto che il potenziale sia molto alto e che si debba lavorare per riuscire a sfruttarlo totalmente. In quest’ottica, credo che il lavoro portato avanti dal presidente Rampa e dal consiglio provinciale in questi anni vada nella direzione giusta.

8. L’atletica e i giovani: tre buoni motivi per praticare questo sport bello, ma altrettanto faticoso.

1- La sfida contro se stessi. Solo nell’atletica gareggi prima contro te stesso e poi contro l’avversario. Se ottieni il tuo personale, hai già vinto.

2- Non si fa panchina. Tutti possono partecipare e tutti possono provare a migliorarsi.

3- La possibilità di viaggiare. Campionati di società di campestre, montagna e pista: al di là dell’aspetto sportivo, ogni trasferta è un’avventura unica.

9. Secondo te l’atletica sta diventando sempre più uno sport per master e sempre meno uno sport per giovani?

Non credo. Da un lato abbiamo il fenomeno ben documentato del “boom” dello sport dei master, ma dall’altra l’atletica leggera rimane legata ai giovani, se non altro per la natura stessa dello sport, che è quella della ricerca della massima prestazione possibile di ciascun individuo.

10. Non solo atletica: cos’altro piace a Luca Del Curto?

Adoro lo sport in generale, da qualche anno mi sono scoperto appassionato tifoso di pallavolo. Al di là dello sport, mi piace ascoltare i cantautori, in particolare Guccini e Van De Sfroos.

11. Il tuo sogno nel cassetto?

Sportivamente parlando, quello di tutti gli allenatori…vedere un mio atleta partecipare alle Olimpiadi.

12. Grazie alle tue “frequentazioni” hai avuto la fortuna di conoscere da vicino qualche campione sportivo?

Si, negli ultimi anni ho avuto modo di allenarmi e lavorare con diversi campioni dell’atletica: per citarne alcuni Stefano Baldini, Antonietta Di Martino e Nicola Vizzoni. Ma al di là del nome e delle medaglie, quello che stupisce di questi personaggi è il forte senso di umanità che sanno trasmettere.

13. C’è la possibilità di rivederti con la maglia del G.P. Valchiavenna come atleta o come allenatore?

Come allenatore di sicuro…se mi conosco bene invece come atleta non credo, anche se mi piacerebbe partecipare ancora una volta al Trofeo Marmitte dei Giganti e correre almeno una volta il Trofeo Vanoni.

CURRICULUM

Titolo di studio = Laurea magistrale in scienze e tecniche dello sport – Università Tor Vergata Roma

Professione = esperto di attività motoria / rieducatore

PRINCIPALI RISULTATI SPORTIVI

Finalista Campionati Mondiali U16 2001 (2000 siepi)

6° Campionati Europei Juniores Tampere 2003 (3000 siepi)

Campione italiano allievi 2001 corsa campestre e 2000 siepi

PRIMATI PERSONALI

1500 m 3’53”49

3000 m 8’26”62 indoor e 8’30”9 outdoor

5000 m 14’47”3

3000 siepi 9’22”98

Data intervista: aprile 2012

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