1. Bruno Gianatti, una vita per l’atletica leggera, quando e come è nata questa passione?

Ho incontrato l’atletica per caso, dopo aver camminato la famosa Manzoniana nel 1975, classica non competitiva di 24 chilometri che si svolgeva nello stupendo scenario del lago di Lecco.  Una grande  fatica ma tanta voglia di “esplorare” questa disciplina che nel 1976 mi invogliò a costituire, assieme ad un gruppo di amici, l’ADM PONTE  (amici della montagna). Si iniziò, in loco, con la Camminata dei Maggenghi–Ponte  San Bernardo-Ponte di 13 chilometri che vide la partecipazione di oltre 200 podisti camminatori e creò fra i pontaschi un grande interesse nelle sfide fra amici.  Successivamente un bel gruppo di giovani incominciò ad allenarsi partecipando alle campestri – in quanto da subito la società si iscrisse alla FIDAL – e, con i primi risultati positivi, altri giovani e meno giovani si unirono al gruppo che per diversi anni dominò la scena provinciale proprio nell’attività di corsa campestre e corsa in montagna. Fu il trampolino di lancio dell’ADM che nel frattempo trovò l’abbinamento di sponsorizzazione con SIMONINI (proprio l’ADM SIMONINI vinse il Trofeo Vanoni- unica società valtellinese-che figura nell’albo d’oro di questa classica internazionale – nda). Inizia poi un periodo di grandi successi per l’ADM – che abbina successivamente il proprio nome a MELAVI’ e che continua tuttora- sia in campo regionale che nazionale e non mancano le grandi soddisfazione dei vari atleti e della società stessa partecipando a varie finali di campionati italiani. L’ADM PONTE “scopre” pure l’atletica su pista e con giovani di talento riesce ad emergere pure in questo difficile settore ancora poco praticato nella nostra valle. Diversi nostri atleti riescono ad abbassare i record provinciali in altrettante discipline, record che resistevano da decenni. Questo è stato un punto di partenza per esplorare l’atletica leggera  ed oggi questo settore è in notevole crescita.

2. Due talenti di casa Gianatti: Gregorio ieri e Giorgio oggi. Ci ricordi com’era Gregorio e perchè poi ha smesso con l’atletica e invece qual’è il potenziale di Giorgio?

Mio nipote Gregorio è stato un grande atleta (vedi tempi e risultati conseguiti da cadetto e da allievo che lo hanno collocato ai primi posti nelle graduatorie italiane). Poi ha preferito dedicarsi agli studi universitari e pertanto, pur praticando ancora attività per divertimento non ha scelto di arruolarsi nei centri sportivi militari dove avrebbe fatto il “grande salto di qualità”. Scelta che ho rispettato perché Gregorio aveva già dato tanto all’atletica, forse nel momento migliore della sua carriera, quella giovanile. 

Ora puntiamo tutto su Giorgio, fratello di Gregorio, che però ha scelto la velocità pura e non il mezzofondo. Possiamo dire che Giorgio promette molto bene come lo dimostrano i risultati conseguiti specialmente nei 200 metri piani che con il tempo di 22”72 è riuscito ad ottenere il record provinciale sulla distanza che resisteva da ben 45 anni e Giorgio, è bene ricordarlo, ha soli 16 anni ed è al primo anno allievo.

3. Apriamo il libro dei ricordi, che sono tantissimi, e cerchiamo di riassumere le tante esperienze fatte:

– la tua carriera di dirigente sportivo:

Presidente ADM PONTE dal 1976 con un breve intervallo dal 1989-al 1992 periodo in cui era incompatibile la carica in quanto eletto revisore nazionale della FIDAL

Componente della giunta provinciale CONI due quadrienni olimpici-  Presidente Provinciale FIDAL 1981-1989. Consigliere Regionale FIDAL per 20 anni . Revisore dei Conti Nazionale FIDAL dal 1989 al 1992.

– la Ponte in Fiore….

Ho organizzato 30 edizioni: la Ponte in Fiore ha chiuso nel 2007. La manifestazione era diventata una classica internazionale che ha portato a Ponte in Valtellina i più grandi atleti della specialità e con questi la RAI TV che ha trasmesso le varie edizioni della competizione e ha promosso l’immagine della Valtellina non solo in  Italia, ma in campo internazionale:  Per ora ci siamo fermati (mi piace sottolinearlo nel momento di maggior successo come può dimostrarlo la 30ª edizione con tanti campioni e personaggi di prestigio) ma, se le situazioni lo permetteranno, non si sa mai che si possa riprendere certamente dal livello in cui ci siamo fermati e non certo facendo “un passo indietro”.

– Casa Italia a Ponte e i raduni estivi…

Sono iniziati nel 1989. Mi sono impegnato ed ho contribuito al progetto perché ho intravisto l’opportunità di avere a disposizione, grazie alla disponibilità dell’allora amministrazione Comunale di Ponte, una struttura ricettiva adatta ad ospitare un centinaio di persone affinchè si tenessero proprio in Valtellina questi importanti raduni. Certamente questa scelta ha in parte contribuito ad accelerare la costruzione della pista di Chiuro divenuta poi il campo di allenamento ufficiale per gli atleti della Regione Lombardia e di diverse società che tuttora  ne usufruiscono durante i periodi estivi. Il binomio SPORT – TURISMO è sempre vincente. In questo ho creduto e credo sempre.

4. Un campione che per Bruno Gianatti è come un figlio: Gennaro Di Napoli. Ce lo vuoi descrivere?

Un grande amico e un grandissimo atleta. La Ponte in Fiore gli deve molto. La sua presenza e le sue vittorie hanno ulteriormente dato valore alla competizione. Soprattutto mi è stato vicino con consigli utili a migliorare . E’ stato e rimane un grande amico.

5. Tanti anni di attività, tanti sacrifici, tante scelte difficili, ma anche tante soddisfazioni. Il ricordo più bello che hai nel cuore?

Sono ormai 35 anni che vivo attivamente l’atletica a tutti i livelli. Certamente posso dire che ho dedicato una vita all’atletica. Ho avuto esperienze che mi hanno permesso di “capire” veramente il valore del volontariato, della passione per lo sport sano e vero, quello che tutti dovrebbero apprezzare. Grandi  sacrifici sì, ma non sono mancate certamente le soddisfazioni ripagate anche da riconoscimenti onorifici di notevole prestigio, ma soprattutto nel cuore mio rimane la soddisfazione di aver potuto, ed essere riuscito, a impegnarmi per i giovani verso i quali bisogna adoperarsi senza risparmio di forze, specialmente in questi anni difficili e cercare di infondere loro fiducia e speranza. Lo sport può aiutare e ne sono certo.

Certamente non posso dimenticare il grande aiuto di tutta la mia famiglia che sempre mi è stata vicina in questa lunga ed impegnativa carriera sportiva. A loro ho certamente “rubato” tanto tempo ed attenzione e molte volte mi sono sentito in colpa. Mi hanno compreso e mi sono stati vicini specialmente nei momenti di maggior difficoltà, mai “facendomi pesare” quanto certamente non sono riuscito a dare loro.

Il ricordo più bello risale al 1976: il 3 aprile nasce Giuliano. La squadra vince a Villa di Tirano la prova di campionato provinciale di cross e un gruppetto di atleti si presenta all’ospedale di Sondrio e consegnano a Laura, che aveva dato alla luce il nostro primo figlio, la coppa vinta. Certamente, anche se lei si aspettava un fiore, questo regalo è stato una sorpresa e forse da quel giorno, mamma e bambino si sono “innamorati dell’atletica” e mi hanno seguito, non senza sacrifici però!!

La gioia di vivere momenti belli, sempre legati da sacrifici, si ha nel momento che si coglie il risultato dall’impegno messo dai tuoi atleti per conquistarlo. Se poi è un podio, allora la gioia ti ripaga tutti i sacrifici fatti anche perché questa felicità la sai leggere negli occhi dei tuoi atleti.  

Sono felice perché dopo tanti anni di attività dove hanno vestito i colori dell’ADM PONTE centinaia e centinaia di atleti, ancora oggi dopo tanto tempo, ci sentiamo frequentemente  e tantissimi si ricordano del loro “presidente” inviandomi gli auguri in occasione delle varie festività. Questo penso sia  un segnale positivo per il buon rapporto sempre avuto con loro.

6. Il ricordo più brutto invece?

In 35 anni di attività certamente sono stati parecchi i momenti difficili e di sconforto dove viene la voglia di “gettare la spugna”  ma il fatto di essere riusciti a non farlo è già di per sé una vittoria, un risultato positivo. Non è stato facile chiudere la “Ponte in Fiore” ho sofferto parecchio. Ho fatto questa scelta nel momento in cui la manifestazione era al culmine del successo e la storia mi insegna che è sempre meglio fermarsi prima di retrocedere. Pertanto verrà ricordata come una grande competizione – come si può notare ancora dai filmati che girano su vari TV private – così quello che poteva diventare un rimpianto, credo che si sia trasformato anche in un ricordo positivo. Tutto sommato “ha lasciato un bel ricordo”.

8. Dall’alto della tua esperienza qualche consiglio per migliorare l’atletica leggera a livello provinciale.

Esiste un bel movimento che si sta aprendo concretamente  pure nell’attività su pista. Certamente non dimentichiamo che le attività di cross, corsa in montagna e corsa su strada hanno permesso alle società provinciali di cogliere grandi risultati a livello nazionale con atleti di primissimo valore grazie ad una radicata cultura di queste discipline che dobbiamo continuare a praticare con impegno, senza però dimenticare che l’atletica copre anche specialità diverse.  Comunque vedo molto interesse verso l’atletica in provincia ed i risultati non mancheranno. Forse bisognerebbe trovare il modo, ma soprattutto le condizioni, per far si che i nostri migliori atleti non lascino la Valtellina e rimangano nelle nostre società  Come ….. avrei una proposta … per la prossima volta…..

9. Dopo tanti anni di attività è più vicina la pensione o qualche altro impegno?

Per ora vado avanti anche se penso che dopo 35  anni dovrei vedere di ridurre gli impegni e passare il testimone almeno in qualche incarico. Certamente rimarrà sempre la mia disponibilità e la mia esperienza nel settore sportivo per essere utile alla crescita  del movimento.

CURRICULUM E RICONOSCIMENTI

Insegnante in pensione.   Sposato con Laura  con due figli  Giuliano ingegnere gestionale  e Giovanna  ingegnere edile ambedue sposati.

Stella di Bronzo CONI   1988 al merito sportivo

Premio Panathlon 1989  Dirigente Sportivo

Quercia di 1° grado FIDAL nel 1996

Quercia di 2° grado FIDAL nel  2000

Stella d’Argento CONI nel 2003 al merito sportivo

Stella D’Oro CONI nel 2008   al merito sportivo – massimo riconoscimento CONI-

Data intervista: gennaio 2012

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