EUROPEI DI CORSA IN MONDAGNA: DE MATTEIS CUORE D'ORO

di Luca Perenzoni

 

L’Italia della corsa in montagna trionfa ancora una volta ai Campionati Europei disputati oggi ad Arco, in Trentino, con un totale di 10 medaglie. Per gli azzurri due ori a squadre, sia maschile che femminile, e il successo individuale di Martin Dematteis incoronato dal gemello Bernard che sul rettilineo finale lo attende e gli cede la vittoria continentale per una splendida doppietta. Un gesto fortemente simbolico che prende spunto da una triste vicenda familiare (la prematura scomparsa del piccolo Matteo, il primogenito di Martin) che aveva segnato un periodo buio nella vita dei due fratelli. A completare il successo del team, la quinta posizione di Cesare Maestri e la settima di Xavier Chevrier. Ma si comportano bene anche le donne: argento ad Alice Gaggi e bronzo di Sara Bottarelli, per un’affermazione di squadra grazie inoltre ai piazzamenti di Valentina Belotti (sesta) e AntonellaConfortola (dodicesima). Tra gli juniores, due brillanti secondi posti individuali ottenuti da Giulia Zanne e Davide Magnini, che trascinano entrambe le formazioni azzurre under 20 alla medaglia d’argento.

 

SENIOR MASCHILE - L’ultima gara del programma, la più attesa. Ma dopo poche centinaia di metri, giusto il tempo di iniziare a salire, il canovaccio si svela: troppo evidente la superiorità di Bernard Dematteis perché la bagarre sia accesa. Con il passare dei chilometri il turco Ahmet Arslan, già sei volte campione continentale, vede allontanarsi definitivamente il 30enne cuneese di Sampeyre per poi cedere strada anche a uno scatenato Martin Dematteis che dopo la metà gara ha ormai messo al sicuro la piazza d’onore. Dietro gli altri due azzurri Cesare Maestri e Xavier Chevrier si tengono a ridosso del podio, per consolidare il dominio italiano nella classifica per nazioni. L’ultima salita al Castello di Arco è quella decisiva, dove il cuore ha la meglio sull’agonismo. Bernard, forte di oltre 20 secondi di vantaggio chiede al coordinatore federale Paolo Germanetto che divario ci fosse tra il gemello Martin e Arslan: rassicurato, nella picchiata finale rallenta con il tricolore in mano e aspetta l’arrivo del fratello, affrontando con lui in parata il rettilineo prima di concedergli l’onore del trionfo. Un gesto fortemente simbolico, che prende spunto da quel drammatico maggio 2015 quando Matteo, figlioletto di Martin, era venuto a mancare dopo soli undici mesi di vita. Da lì era iniziato un periodo buio per Martin, che il fratello Bernard ha voluto simbolicamente chiudere oggi incoronandolo campione europeo con il tempo finale di 53:33.

 

Poco dietro, terzo posto per Arslan, seguito dal britannico Andrew Douglas con il trentino Cesare Maestri in quinta posizione nel giorno del debutto nella nazionale maggiore: inutile fare di conto per sancire il trionfo azzurro nella classifica a squadre (22esima volta su 23 edizioni); il tutto senza tirare in ballo il settimo posto di uno Xavier Chevrier che la settimana prossima vestirà nuovamente l’azzurro nella mezza maratona degli Europei di Amsterdam. Italia dunque imprendibile nella classifica per nazioni, il secondo posto va alla Repubblica Ceca che precede la Gran Bretagna.

 

“UN SOGNO CHE SI AVVERA” - “Avevo un sogno, arrivare sul traguardo con mio fratello gemello Martin”, racconta così Bernard Dematteis, che oggi ha ceduto il titolo di campione europeo al fratello. “Nei giorni scorsi ho immaginato la scena e quando mi sono ritrovato a viverla ho sentito dentro di me una tempesta di emozioni. E alla fine è maturata naturalmente la sensazione di aspettare Martin e arrivare insieme a lui, un passo dietro di lui. Per me ha molto più valore questo che non una vittoria con 20 secondi di vantaggio, come già successo a Gap nel 2014 (quando Bernard fu oro e Martin bronzo, ndr). Non l’ho fatto perché si dica che sono generoso o altruista, ma solo perché in questo preciso momento sentivo che doveva essere così. Ci sono cose che vanno oltre un successo e dopo trent’anni passati accanto a Martin, mi sono sentito in dovere di farlo”. Una vittoria, un titolo europeo non possono cancellare il dolore per la scomparsa del piccolo figlio Matteo, spirato a soli undici mesi poco più di un anno fa. La vittoria di Arco vale quanto meno la rinascita sportiva per Martin Dematteis. “Non è facile parlare adesso - dichiara l’oro continentale - devo naturalmente ringraziare Bernard: dopo un argento e un bronzo sono campione d’Europa, un sogno che si avvera. Era da un anno che puntavo su questa gara per tornare, dopo tante difficoltà: è stata un’autentica rinascita sportiva, in salita ho pensato per tutto il tempo a Matteo e a tutte le persone care che mi hanno dato la forza per fare tutto questo, oggi e nei mesi passati”. Una pagina scritta a quattro mani dai gemelli Dematteis, sempre più simbolo di un team azzurro vincente. Il medagliere degli Europei di Arco lo dimostra: un oro, quattro argenti e un bronzo individuale, due ori e due argenti a squadre. Nonostante la pioggia, caduta abbondante nel cuore della mattinata, la macchina organizzativa della Garda Sport Events ha proposto uno spettacolo di alto livello.

Alice Gaggi (foto Panciera)
Alice Gaggi (foto Panciera)

SENIOR FEMMINILE - Emmie Collinge era la grande favorita della gara femminile e la britannica di casa in Valtellina non ha tradito le attese, dominando la scena sin dalla prima salita per poi tagliare il traguardo in 43:41. Ma dietro di lei il resto del podio è tricolore, grazie alla generosa prova di Alice Gaggi, seguita dalla sorprendente bresciana Sara Bottarelli, ormai una certezza anche a livello internazionale.

Una gara attenta e gagliarda, quella delle due ragazze azzurre medagliate, così come quella della camuna Valentina Belotti, in difficoltà nella seconda parte di gara ma comunque capace di confezionare un sesto posto che certifica il trionfo a squadre dell’Italia; dodicesima quindi l’esperta trentina Antonella Confortola. Nella classifica per nazioni, Italia sale sul trono davanti a Gran Bretagna e Repubblica Ceca.

 

JUNIOR MASCHILE - La prova under 20 maschile è tutta un confronto tra Italia e Turchia, che parte forte sulla spinta di Ferhat Bozkurt e Mustafa Goksel, ma dietro il trentino Davide Magnini prima e l’altoatesino Daniel Pattis poi si riportano progressivamente sotto. Nel cuore della gara Bozkurt prende il largo però Magnini torna su Goksel: in salita l’azzurro ne ha di più, ma nella discesa che conduce al traguardo Goksel scappa via, salvo poi finire la benzina nel lungo rettilineo finale, permettendo a un velocissimo Magnini di superarlo proprio sulla linea d’arrivo per mettere così le mani sull’argento due anni dopo il trionfo, sul medesimo tracciato, nella WMRA Youth Cup 2014. Oro dunque a FerhatBozkurt (39:00), argento per Magnini e bronzo a Goksel con un ottimo Pattis ai piedi del podio. Il terzo turco Sari (12°) fa meglio degli altri azzurrini Andrea Rostan (14°) e Samuele Nava (15°), così il titolo per nazioni va alla Turchia davanti a Italia e Francia.

 

JUNIOR FEMMINILE - Che la giornata potesse essere speciale per i colori azzurri lo si poteva capire sin dall’inizio: mai le junior femminili azzurre erano riuscite a salire sul podio, impresa che invece riesce alla bresciana Giulia Zanne (19:08), seconda alle spalle della ceca Michaela Stranska (18:03) per conquistare un argento storico che si ripete anche nella classifica a squadre complici l’ottavo posto di una positiva Francesca Franchi e il diciassettesimo di Giulia Murada; ventiseiesima invece la quarta azzurra in gara, Lorenza Beccaria. Oro per nazioni alla Gran Bretagna, guidata da Heidi Davies che è terza individuale, poi bronzo alla Repubblica Ceca.

 

IL PALCOSCENICO - Teatro di gara è stata la Castle Mountain Running, innovativa versione della corsa in montagna che nasce dal centro cittadino: partenza e arrivo nel cuore di Arco (85 metri sul livello del mare) con un tracciato che conduce prima attraverso il Castello di Arco, che domina il Garda Trentino in vetta alla celebre rocca, e quindi - dopo un primo passaggio al traguardo - sul vicino Monte Colodri, paradiso per gli amanti dell’arrampicata. Per la gara senior maschile, dopo gli 8540 metri del giro completo, ulteriore appendice con la seconda salita in vetta al castello per complessivi 12,5 chilometri di gara.

YOUTH CUP: 3 BRONZI AZZURRI A JANSKE LAZNE (REP. CECA)

Nell’International Mountain Running Youth Cup a Janske Lazne, in Repubblica Ceca, gli azzurri conquistano tre medaglie di bronzo. Si difendono bene i giovani italiani della corsa in montagna su un tracciato di gara dal format inedito per la rassegna, di sola salita, che regala due podi a squadre e quello individuale di Nadia Battocletti, splendida terza in 19:57 alle spalle della ceca Barbora Havlickova, vincitrice in 19:36, e della turca Fatma Bizek, argento in 19:49. Sui 2,9 km di gara, con un dislivello di circa 300 metri, la trentina chiude a soli 21 secondi dalla medaglia d’oro, precedendo a sua volta la polacca Lucja Wiktorowicz e l’inglese Scarlet Dale. Fra le migliori dieci trova spazio la valsusina AlessiaScaini, ottima sesta in 20:34, mentre Francesca Annoni è 19esima in 21:18. Sfortunata la prova di Roberta Foco, limitata da un leggero infortunio e comunque al traguardo 39esima in 23:35. Per l’Italia arriva anche il bronzo a squadre ma la classifica è davvero cortissima: vince la Polonia con 27 punti, gli stessi messi a referto dalla Turchia, con le azzurrine terze a un solo punto dalla vittoria. Seguono Repubblica Ceca, Inghilterra, Romania e poi altre otto nazioni a punteggio pieno. Nella competizione maschile, lunga 4,9 km con 580 metri di dislivello positivo, dominio completo della Turchia che schiera due team al via e piazza ben sei atleti tra i migliori otto. Scontata a quel punto anche la doppietta nella classifica per nazioni, ma l’Italia guadagna il bronzo anche in questa gara, seguita da Inghilterra, Germania e Romania. Il podio individuale è interamente turco, con Ahmet Alkanoglu a precedere Orhan Ozturk e Ibrahim Ozevin. Migliore degli azzurrini è il campione italiano Edoardo Bozzolo, ottavo: il ligure si rende protagonista di una bella gara e nella classifica di giornata è seguito, in casa italiana, dal valtellinese Marcello Muscetti, che chiude al 14° posto. Ventesimo l’altro bormino Belay Jacomelli, mentre Luca Moltenitermina la sua prova in trentesima posizione.