60° TROFEO VANONI: sfogliando l’album dei ricordi con Attilio Speziale Giovanni Ruffoni

Cambio Rovedatti
Cambio Rovedatti

#roadtovanoni: - 3 SETTIMANE

Mancano pochi giorni al Trofeo Vanoni, la gara di corsa in montagna a staffetta per antonomasia alla quale si ispirano gli altri paesi, la tecnica competizione up&down sul tracciato dell’antica Via Priula che richiama ogni anno 1000 atleti da tutta Europa, l’evento sportivo di fine stagione che rappresenta una vera e propria rivincita mondiale. Non si sarebbero sicuramente mai sognati Attilio Speziale e gli altri giovani dell’Oratorio di Morbegno (Felice Bottani, Tarcisio Del Nero, Luigi Ronconi, Diego Corti, Francesco Zugnoni), che guidati da Don Davide Colico inventarono questa gara, di arrivare a festeggiarne le 60 edizioni:”A dire la verità il Trofeo Vanoni è nato per due ragioni – ci racconta Speziale – la prima era ricordare la figura dell’illustre concittadino Ezio Vanoni morto due anni prima, la seconda per spirito di rivalsa con gli amici/rivali di Chiavenna che ai tempi organizzavano il Trofeo Triacca”. “Noi eravamo l’ultima società comparsa nel panorama della corsa in montagna – continua Speziale – per cui decidemmo di organizzare la gara a fine stagione, la quarta domenica di ottobre, così da portare nella nostra Morbegno gli appassionati della specialità con i quali avevamo gareggiato tutta l’estate”. “Partimmo subito con il piede giusto – prosegue Speziale che di “Vanoni” nella veste di organizzatore/atleta/giudice non ne ha perso neanche uno – e alla prima edizione nel 1958 si iscrissero 21 squadre, di cui una Svizzera, per cui avemmo da subito il titolo di gara internazionale”. “Ora di squadre straniere, grazie ai legami di amicizia che hanno fatto conoscere la nostra gara in tutta Europa, ne abbiamo una dozzina – gli fa eco l’attuale presidente del CSI Morbegno Giovanni Ruffoni, 30 “Vanoni” nelle gambe –e complessivamente 150 staffette, più le donne e i giovani del Minivanoni”. Una manifestazione che richiede un impegno organizzativo non indifferente, come spiega Ruffoni:”Il Trofeo Vanoni è all’ordine del giorno delle riunioni del consiglio del CSI Morbegno tutto l’anno. Appena archiviata un’edizione si pensa già a quella successiva, analizzando cosa magari non è andato perfettamente e iniziando a cercare i contributi per coprire le spese”. “Si pensi invece – interviene Speziale – che la prima edizione fu organizzata in una settimana! Oggi sicuramente non sarebbe possibile, ma allora in quattro e quattr’otto ci riuscimmo, con tanto di volantino pubblicitario, trofei, premiazioni al Cinema Iris, percorso perfettamente segnato e misurato con una corda lunga 100 metri”.

Per l’edizione numero 60 gli organizzatori non si sbilanciano più di tanto, novità e sorprese verranno svelate alla conferenza stampa in programma l’11 ottobre alle ore 20.30 nella sala Consiglio del Comune di Morbegno, mentre proprio in questi giorni è in distribuzione il libretto che contiene informazioni, statistiche, curiosità, tante foto e gli sponsor che permettono di organizzare la manifestazione. “Anche quest’anno avremo il supporto del CONI Lombardia nell’organizzazione del seminario che apre ufficialmente il weekend del Trofeo Vanoni – conclude Ruffoni – sabato 21 ottobre alle ore 15.00 nella sala conferenze del Museo di Morbegno si parlerà con lo psicologo Matteo Vagli di come relazionarsi con i giovani sportivi da genitore e da allenatore. Un bel momento di confronto e crescita perché per noi del CSI Morbegno, che da due anni partecipiamo ai Centri CONI, i giovani sono importantissimi, sono il futuro dello sport ma anche della nostra società civile”.

 

”Il 22 ottobre a Morbegno si ripeterà un rituale che rappresenta la massima esaltazione della corsa e propriamente di quella tipologia di corsa che è tra le più faticose e impegnative, quella in montagna.

Il rito che si ripete è quello della staffetta, dove la fatica individuale si divide ed esalta con quella dei compagni, dove il risultato non dipende solo da se stessi e quindi la responsabilità aumenta, triplica, facendo triplicare anche l’impegno e le forze.

La magia di un rito, la passione per una specialità tra le più dure ed emozionanti dell’atletica leggera, la storia di una manifestazione che è ormai leggenda e che coinvolge tutta la popolazione di Morbegno e tutti gli amici della corsa in montagna.

Eccolo il Trofeo Vanoni, il sogno di alcuni ragazzi dell’Oratorio di Morbegno che nel lontano 1958 vollero onorare la figura del più illustre tra i concittadini invitando a casa propria i tanti amici e avversari conosciuti sui sentieri delle corse di allora.

Questo sogno, dopo 60 anni, è una delle più belle realtà che la corsa in montagna possa vantare”