VALTELLINESI AI MONDIALI DI CORSA IN MONTAGNA

Stefano Martinelli (GS CSI Morbegno)
Stefano Martinelli (GS CSI Morbegno)

Archiviati con grandissimo successo i Campionati del mondo di corsa in montagna (formula classic) Premana si prepara ad un nuovo bagno di folla e di atleti per la prova lunghe distanze domenica 6 agosto.

 

PREMANA 2017: Voci e Highlights di una Partecipata Domenica Mondiale

Il “miracolo di Premana”: così è stato definito, anche dallo stesso presidente del Comitato Regionale FIDAL Lombardia Gianni Mauri, l’impresa organizzativa nata e alimentata grazie alla passione dell’AS Premana e del suo presidente Massimo Sanelli ma anche di un intero paese che ha saputo donare 500 volontari da una popolazione di 2295 abitanti. Il “miracolo di Premana” nel primo fine settimana mondiale, quello consacrato alle distanze classiche, si è compiuto in modo fragoroso, con oltre 6000 appassionati lungo il percorso e campanacci e urla a sostenere tutti i partecipanti, in primis gli azzurri, che approdavano in vetta alla salita di Pezza Praa sostenuti da un boato simile a quello che accoglie i ciclisti nel velodromo di Roubaix.

Nella giornata della sublimazione della passione per la corsa in montagna di un intero paese e di un intera valle erano presenti anche i giovani lombardi del Progetto Premana 2017, che hanno condiviso alcuni momenti della vigilia con gli azzurri sfilando per le vie di Premana in testa alle delegazioni durante la cerimonia di apertura: guidati dal consigliere FIDAL Lombardia Taoufiq Saoudi erano presenti i cadetti Davide Curioni (GP Santi Nuova Olonio), Mattia Zen (Atl. Malnate), Pietro Gherardi (Atl. Valle Brembana) e Rocco Baldini (Pol. Albosaggia), le cadette Chiara e Sofia Begnis (Atl. Valle Brembana), Serena Lazzarelli (GP Valchiavenna) e Paola Poli (Atl. Vallecamonica), gli allievi Andrea Rota (Atl. Lecco Colombo), Alain Cavagna (Atl. Valle Brembana), Alessandro Rossi (AS Lanzada)Davide Lucchini (Atl. Alta Valtellina) e le allieve Samantha Bertolina (Atl. Alta Valtellina), Francesca Gianola (AS Premana), Elisa Pastorelli (Atl. Lecco Colombo) e Margherita Abate (CSI Morbegno).  

 

IL MEDAGLIERE AZZURRO

Argenti (3)

Daniel Pattis individuale Juniores M; 

Italia (Alice Gaggi, Ivana Iozzia, Sara Bottarelli, Roberta Ciappini) squadre Seniores F; 

Italia (Xavier Chevrier, Bernard Dematteis, Martin Dematteis, Cesare Maestri) squadre Seniores F.

 

Bronzi (2): 

Italia (Daniel Pattis, Andrea Prandi, Andrea Rostan, Stefano Martelli) squadre Juniores M; 

Italia (Paola Varano, Linda Palumbo, Gaia Colli, Anna Frigerio).

 

LE DICHIARAZIONI

IL PUNTO DI PAOLO GERMANETTO – “Faccio i complimenti all’Uganda: era la squadra con le maggiori potenzialità e si è rivelata la più forte. Il nostro argento tra i Seniores uomini era tutt’altro che scontato: l’anno scorso gli Stati Uniti ci batterono, ora siamo arrivati davanti. In un contesto di gara come quello di Premana la medaglia d’argento ha un peso specifico notevole. Tra le Juniores donne Gaia Colli è stata bravissima a stringere i denti e ad arrivare al traguardo nonostante il dolore: se avesse chiuso attorno alla sesta posizione dove stazionava prima dell’incidente potevamo sognare anche il colpaccio. La più grande soddisfazione è comunque aver visto tutti i ragazzi salire sul podio e tornare a casa con una medaglia”.

 

“GRAZIE PREMANA” – Quasi unanime il pensiero degli azzurri dopo la gara: gli oltre 5000 sportivi distribuiti lungo il percorso hanno dato una spinta importante all’Italia in un Mondiale mai così partecipato dai corridori degli altipiani. “In alcuni tratti tra urla di incitamento e campanacci non si capiva più nulla”, la testimonianza di Alice Gaggi, valtellinese settima e migliore delle italiane nella prova Seniores donne. “Le voci del pubblico mi hanno tirato su quando ero in difficoltà sulla salita nel secondo giro”, il commento di Sara Bottarelli, bresciana della Val Trompia 14esima al traguardo.

 “Non c’è mai stato un Mondiale con così tanto tifo lungo il percorso: Premana e i suoi 500 volontari (su 2295 abitanti, ndr) merita un grande grazie al pari degli appassionati venuti a sostenerci da tutte le Alpi”, dice sicuro il capitano azzurro Bernard Dematteis. Il gemello Martin svela un aneddoto: “Nei giorni di vigilia ci siamo un po’ isolati, non perché non volessimo concederci agli sportivi ma per restare concentrati su questa gara: il tifo ci ha dato una forza pazzesca. Un Mondiale così lo si può vivere solo in Italia”.

UN ARGENTO CHE VALE ORO – E’ il pensiero di Berny Dematteis, sul podio a squadre col gemello Martin, Xavier Chevrier e Cesare Maestri: “Questa medaglia a squadre brilla come se fosse un titolo iridato: ci siamo arresi solo all’Uganda, che ha dimostrato quanto il livello di questa disciplina si sia alzato e come la corsa in montagna meriti i Giochi olimpici. Il mio settimo posto vale come una vittoria: ho vissuto momenti difficili in questa primavera, con un’altra condizione la medaglia forse sarebbe arrivata”.  D’argento anche le donne, ma con qualche rammarico che ha raccontato Sara Bottarelli: “Volevo fare meglio del 14esimo posto, volevo vincere il titolo a squadre: mi spiace di non essere riuscita a ricambiare l’affetto del pubblico”. Oltre a Bottarelli e Gaggi, la squadra azzurra femminile era composta da Ivana Iozzia (11esima) e da Roberta Ciappini (ritiratasi nel secondo giro al termine della salita).

LA DEDICA A FRANCO TRAVAGLIA – L’indimenticato dirigente trentino, scomparso proprio all’indomani degli Europei di Kamnik lo scorso 9 luglio, ha corso nei cuori di tanti azzurri. La dedica dopo il traguardo è di capitan Bernard Dematteis: “Nel 2016 ad Arco ha organizzato gli Europei più belli della storia dove io ho scritto la pagina più bella della mia carriera (attese all’arrivo il gemello Martin reduce da un 2015 segnato da un grave lutto familiare concedendogli il successo, ndr): Franco da lassù ha corso con noi e ci ha spinto su questo podio”.

EMOZIONI DI MONTAGNA – E’ di Daniel Pattis, 19 anni, da Tires (Bolzano), l’unica medaglia individuale conquistata a Premana. Tesserato per il Suedtirol Team Club e campione italiano Juniores in carica, Pattis dopo l’arrivo ha celebrato così la sua prova tra gli Under 20 culminata con l’argento, stesso metallo conquistato all’Europeo “only up” di Kamnik (Slovenia) 22 giorni prima: “Mi mancano le parole per descrivere questo momento: in salita ho corso benissimo ma mi sono difeso molto bene anche in discesa”. Rivelatosi a livello internazionale a Smolyan (Bulgaria) nel 2015 quando vinse la WMRA Youth Cup, l’atleta altoatesino porta nel cuore la corsa in montagna: “Ho iniziato a correre a 12 anni, non disdegno il cross e le gare in pista ma certe emozioni le regala solo la montagna”. Per lui c’è pure il bronzo a squadre con Andrea Prandi (11esimo), Andrea Rostan (12esimo) e Stefano Martinelli (15esimo); di bronzo anche l’Italia femminile Juniores composta da Paola Varano (nona), Linda Palumbo (decima), Gaia Colli (14esima) e Anna Frigerio (30esima).

UN ADDIO AL CELIBATO “MONDIALE” – Il primo degli azzurri nella gara Seniores uomini è Xavier Chevrier: con tre ugandesi, uno statunitense e un eritreo davanti il valdostano di Nus, già campione europeo a Kamnik, ha confermato il ruolo di avamposto del Vecchio Continente. All’arrivo ad attenderlo c’era una claque tutta vestita di rosa capeggiata dal cugino Federico Pellegrino, campione del mondo 2017 nella sprint individuale dello sci di fondo, che l’ha festeggiato con parecchia goliardia (Chevrier si è ritrovato vestito da “fenicottero”, il suo soprannome) non solo per la sua grande estate nello sport ma anche per il matrimonio previsto per il 9 settembre. Un addio al celibato davvero particolare accolto con un sorriso e una doccia di spumante: “Mi hanno fatto una bella sorpresa. Ora arriva la gara forse più difficile ma sicuramente più bella: un futuro con Denise (anche lei presente a Premana, ndr)”.

LONG DISTANCE – A Premana domenica 6 agosto si correrà un altro Mondiale: quello di lunghe distanze, in programma contestualmente al Giir di Mont, fiore all’occhiello dell’As Premana del presidente Massimo Sanelli. Nella rappresentativa selezionata da Paolo Germanetto ben otto atleti su 10 sono lombardi o tesserati per club lombardi.

 

Cesare Rizzi

FOTOGALLEY (di Giovanni Tacchini)